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    27 January

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    Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza.
     
    Il trionfo di Bacco e Arianna
    (di Lorenzo de' Medici)
    26 January

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    Il sogno

     

    Se il sonno fosse (c'è chi dice) una
    tregua, un puro riposo della mente,
    perché, se ti si desta bruscamente,
    senti che t'han rubato una fortuna?
    Perché è triste levarsi presto? L'ora
    ci deruba d'un dono inconcepibile,
    intimo al punto da esser traducibile
    solo in sopore, che la veglia dora
    di sogni, forse pallidi riflessi
    interrotti dei tesori dell'ombra,
    d'un mondo intemporale, senza nome,
    che il giorno deforma nei suoi specchi.
    Chi sarai questa notte nell'oscuro
    sonno, dall'altra parte del tuo muro?

     

    Gli scacchi

     

    I giocatori, nel grave cantone,
    guidano i lenti pezzi. La scacchiera
    fino al mattino li incatena all'arduo
    riquadro dove s'odian due colori.

    Raggiano in esso magici rigori
    le forme: torre omerica, leggero
    cavallo, armata regina, re estremo,
    alfiere obliquo, aggressive pedine.

    I giocatori si separeranno,
    li ridurrà in polvere il tempo, e il rito
    antico troverà nuovi fedeli.

    Accesa nell'oriente, questa guerra
    ha oggi il mondo per anfiteatro.
    Come l'altro, è infinito questo giuoco.

    II

    Lieve re, sbieco alfiere, irriducibile
    donna, pedina astuta, torre eretta,
    sparsi sul nero e il bianco del cammino
    cercano e danno la battaglia armata.

    Non sanno che è la mano destinata
    del giocatore a condurre la sorte,
    non sanno che un rigore adamantino
    goberna il loro arbitrio di prigioni.

    Ma anche il giocatore è prigioniero
    (Omar afferma) di un'altra scacchiera
    di nere notti e di bianche giornate.

    Dio muove il giocatore, questi il pezzo.
    Quale dio dietro Dio la trama ordisce
    di tempo e polvere, sogno e agonia?

     

    A un poeta minore dell'antologia

     

    Dov'è la memoria dei giorni
    che furon tuoi sulla terra e intrecciarono
    gioia e dolore e furono per te l'universo?

    Il fiume numerabile degli anni
    li ha dispersi; sei una parola in un indice.

    Dettero ad altri gloria senza fine gli dei,
    iscrizioni ed eserghi, monumenti e diligenti storici;
    di te sappiamo solo, oscuro amico,
    che una sera udisti l'usignuolo.

    Tra gli asfodeli dell'ombra, l'ombra tua vana
    penserà che gli dei son stati avari.

    Ma i giorni sono una rete di comuni miserie,
    e c'è sorte migliore della cenere
    di cui è fatto l'oblio?

    Su altri gettarono gli dei
    l'inesorabile luce della gloria, che guarda nell'intimo ed
    enumera ogni crepa,
    della gloria, che finisce col far avvizzire la rosa che venera;
    con te, fratello, furono pietosi.

    Nell'estasi d'una sera che non sarà mai notte,
    tu odi la voce dell'usignuolo di Teocrito.

     

     

    Istanti

     

    Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
    nella prossima
    cercherei di fare più errori
    non cercherei di essere tanto perfetto,
    mi negherei di più,
    sarei meno serio di quanto sono stato,
    difatti prenderei
    pochissime cose sul serio.

    Sarei meno igienico,
    correrei più rischi, farei più viaggi, guarderei più
    tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi,
    andrei in più posti dove mai sono andato, mangerei più
    gelati e meno fave, avrei più problemi reali e
    meno immaginari.

    Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente e
    precisamente ogni minuto della sua vita; certo che ho avuto
    momenti di gioia ma se potessi tornare indietro cercherei
    di avere soltanto buoni momenti. Nel caso non lo sappiate,
    di quello è fatta la vita, solo di momenti;
    non ti perdere l'oggi.

    Io ero uno di quelli che mai
    andava in nessun posto senza
    un termometro,
    una borsa d'acqua calda, un ombrello
    e un paracadute; se potessi vivere di nuovo
    comincerei
    ad andare scalzo all'inizio della primavera
    e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
    Farei più giri nella carrozzella,
    guarderei più albe
    e giocherei di più con i bambini,
    se avessi un'altra volta la vita davanti.
    Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

     

    Rimorso per qualsiasi morte


    Libero dalla memoria e dalla speranza,
    illimitato, astratto, quasi futuro,
    il morto non è un morto: è la morte.
    Come il Dio dei mistici,
    al Quale si devono rifiutare tutti i predicati,
    il morto ubiquamente estraneo
    non è che la perdizione e assenza del mondo.
    Tutto gli abbiamo rubato,
    non gli abbiamo lasciato né un colore né una sillaba:
    qui è il patio che non condividono più i suoi occhi,
    là è il marciapiede dove fu in agguato la sua speranza.
    Perfino ciò che pensiamo
    potrebbe stare pensandolo anche lui;
    ci siamo spartiti come ladri
    il flusso delle notti e dei giorni.

    Il Sur

     

    Da uno dei tuoi cortili aver guardato
    le antiche stelle,
    dalla panchina dell’ombra aver guardato
    quelle luci disperse
    che la mia ignoranza non ha imparato a nominare
    né a ordinare in costellazioni,
    aver sentito il cerchio dell’acqua
    nella segreta cisterna,
    l’odore del gelsomino e della madreselva,
    il silenzio dell’uccello addormentato,
    l’arco dell’androne, l’umidità
    - queste cose, forse, sono la poesia.

     

     

    Arte poetica

     

    Guardare il fiume fatto di tempo e di acqua
    E ricordare che il tempo e un altro fiume.
    Sapere che noi ci perdiamo come il fiume
    E che i volti passano come l'acqua.

    Sentire che la veglia e un altro sogno
    Che sogna di non sognare e che la morte
    Che la nostra carne teme e questa morte
    Di ogni notte, che si chiama sogno.

    Vedere nel giorno e nell'anno un simbolo
    Dei giorni dell'uomo e dei suoi anni.
    Convertire l'oltraggio degli anni
    In una musica, una voce e un simbolo.

    Vedere nella morte il sogno, nel tramonto
    Un triste oro, tale e la poesia
    Che e immortale e povera. La poesia
    Torna come l'alba e il tramonto.

    Talora nel crepuscolo un volto
    Ci guarda dal fondo di uno specchio:
    L'arte deve essere come questo specchio
    Che ci rivela il nostro proprio volto.

    Narrano che Ulisse, sazio di prodigi,
    Pianse d'amore scorgendo la sua Itaca
    Verde e umile. L'arte e questa Itaca
    Di verde eternità, non di prodigi.

    Ed è pure come il fiume senza fine
    Che scorre e rimane, cristallo di uno stesso
    Eraclito incostante, che è lo stesso
    Ed è altro, come il fiume senza fine.

     

     

    .

     

    capita

    toccare la vita che se ne va

    e dopo

    zuccherare ferocemente

    la tazzina di caffè

    17 January

    f

     

    ...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi,
    se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e
    infinitamente mutabile...
    Pirandello
     

    Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente ciò che gli
    è stato concesso di scrivere.
     Jorge Luis Borges
     
    Il mondo è pieno di gente di buona volontà: alcuni hanno voglia di lavorare,
    gli altri hanno voglia di lasciarli lavorare.
    Robert Lee Frost
     
    Lasciamo le donne belle agli uomini senza fantasia.
    Marcel Proust
     
    Sii quello che sembri.
    Lewis Carroll