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29 June .Siamo gli ultimi, Sancho
a marciare sulla strada di rottami e di vecchie bandiere. Dimmi cosa ci faccio qui (la mia strada di colpo si è persa). Dimmi cosa ci faccio qui (il mio sogno è finito in frantumi). Ho la bussola rotta i pensieri annebbiati sono stanco e perduto e mi chiedo cosa ci faccio qui don chisciotte .Romeo:Il peso dell'Amore mi schiaccia a terra.
Mercutio:Ha tanto peso una cosa cosi tenera?
Romeo: L'Amore, una cosa tenera?
E' rude, violenta, feroce, e punge come uno spino.
Mercutio:Se l'Amore è duro con te, sii duro con lui.
Pungilo se ti punge, e lo abbatterai....
lorcaSe Romeo e Giulietta agonizzano e muoiono per risvegliarsi sorridenti quando cala il sipario, i miei personaggi, invece, bruciano la tenda e muoiono davvero [alla] presenza degli spettatori. I cavalli, il mare, l'esercito delle erbe l'hanno impedito, ma un giorno, quando tutti i teatri bruceranno, si troverà nei divani, dietro gli specchi e dentro i bicchieri di cartone dorato, l'insieme dei nostri morti lì imprigionati dal pubblico. Bisogna distruggere il teatro o vivere dentro il teatro! Non serve fischiare dalle finestre. sarah kane"Scrivo la verità e la cosa mi uccide"
Sarah Kane è nata nell'Essex il 3 febbraio 1971.
I genitori erano entrambi giornalisti e devoti evangelisti. Il padre era caporedattore del Daily Mirror per l'area orientale, mentre la madre si licenziò per accudire Sarah e il fratello. Sarah era intelligente, le piaceva studiare, tifava per il Manchester United e contestava apertamente la religione fino alla perdita della fede. Da ragazza fece parte di un gruppo teatrale locale, facendo la regista di opere di Cechov e Shakespeare, marinando la scuola per poter fare l'assistente regista in una produzione del Soho Polytechnic. Dopo il diploma andò all'Università di Bristol per laurearsi in teatro e con tutte le intenzioni di diventare attrice. In breve divenne molto popolare tra gli studenti, animando la vita sociale e ludica dell'ateneo, e vivendo con gioia la propria omosessualità. Ma nonostante il talento di attrice e regista qualcosa lentamente la portò verso la scrittura. In difesa di Sarah Kane scendono Harold Pinter e Edward Bond che scrive: "L'umanità di Blasted mi ha commosso. Mi dispiace per quelli che sono troppo occupati o così perduti da non riuscire a vedere la sua umanità. E come scrittore di teatro sono commosso dall'abilità e dall'autorità di una scrittrice così giovane". Due giorni dopo, lasciata da sola per poco più di un'ora, viene trovata impiccata nel bagno. Era il 20 febbraio 1999 e aveva appena compiuto 28 anni.
"Sto cominciando a scrivere un testo intitolato 4.48 Psycosis. Parla di una depressione psicotica, di quello che succede, cioè, nell'animo di una persona quando le linee di confine che permettono di distinguere la realtà dalle diverse forme dell'immaginazione, si dissolvono completamente, fino al punto di non riuscire più a percepire la differenza tra la vita sognata e quella da svegli. Non si sa più dove finisce l'individuo e dove comincia il mondo.
Se, per esempio, io fossi psicotica non farei nessuna differenza tra me stessa, questo tavolo, e te. Tutto sarebbe parte di un continuum. I margini delle cose cominciano a fondersi. Formalmente io cerco di fare la stessa cosa, di fondere insieme orizzonti diversi sino a che forma e contenuto diventino un tutt'uno. Quello che ho cominciato con Crave cerco di spingerlo un po' più lontano. Per me si traccia così una linea molto chiara che parte da Blasted, passando per Phedra's love fino ad arrivare a Crave e a quest'ultimo lavoro. Non so dove questo processo mi porterà.
28 June Woody AllenRecentemente ho letto la Bibbia.
Non male,
ma il personaggio principale e' poco credibile.
Amare e' soffrire. Se non si vuol soffrire non si
deve amare. Pero' allora si soffre di non amare,
pertanto amare e' soffrire, non amare e' soffrire e
soffrire e' soffrire. Essere felici e' amare, allora
essere felici e' soffrire, ma soffrire ci rende infelici,
pertanto per essere infelici si deve amare o amare e
soffrire o soffrire per troppa felicita'... io spero che
TU stia prendendo appunti... (da Amore e Guerra).
La psicanalisi e' un mito tenuto in vita dall'industria
dei divani.
...E Abramo si svegliò in piena notte e disse al suo
unico figlio, Isacco: "Ho avuto un sogno dove la
voce del Signore mi diceva che devo sacrificare il
mio unico figlio e quindi mettiti i pantaloni". E
Isacco tremò e disse: "E tu cosa Gli hai risposto?
Voglio dire, quando Lui ha abbordato questo argomento?"
"E che cosa c'era da dirGli?" disse Abramo. "Alle
due del mattino mi trovo in mutande con il Creatore
dell'Universo. Posso discutere?"
"Beh, t'ha detto almeno perché voleva farmi sacrificare?"
chiese Isacco al padre.
Ma Abramo disse: "I fedeli non discutono. Andiamo
adesso perché domani ho una giornata
pesante".
E Sara che aveva sentito il progetto d'Abramo ne
fu contrariata e disse: "Come fai a sapere ch'era il
Signore e non, diciamo, quel tuo amico che gli piace
fare gli scherzi da prete?" E Abramo rispose:
"Perché sapevo che era il Signore. Era una voce
profonda, risonante, ben modulata e nessuno in
questo deserto riuscirebbe a contraffare quelle vibrazioni".
E Sara disse: "E tu sei disposto a compiere questo
atto insano?" Ma Abramo le disse: "Francamente
sì, perché mettere in discussione la parola di Dio è
una delle cose peggiori che può fare una persona,
specialmente con questa economia in fase di recessione".
E Abramo condusse Isacco in un certo luogo e si
preparò a sacrificarlo, ma all'ultimo momento il
Signore fermò la mano d'Abramo e disse: "Ma
come puoi fare una cosa simile?"
E Abramo disse: "Ma se l'hai detto Tu!"
"Lascia perdere quel che ho detto", parlò il Signore.
"Stai a sentire ogni cretinata che ti viene detta?"
E Abramo vergognandosi: "Ma, veramente... no".
"Io dico per ridere di sacrificare Isacco e tu corri
subito a farlo".
E Abramo cadde in ginocchio: "Vedi, non so mai
quando Tu stai scherzando".
E il Signore tuonò: "Manchi di sense of humor! Incredibile!"
"Ma non è una prova che Ti amo, l'essere disposto
a sacrificare il mio unico figlio per un tuo capriccio?"
E il Signore disse: "E' soltanto la prova che certi
uomini sono pronti a ubbidire a qualsiasi ordine,
per cretino che sia, purché venga pronunciato da
una voce risonante e ben modulata".
E con questo il Signore consigliò ad Abramo di
prendere un po' di riposo e di farsi vivo l'indomani.
Woody Allen 24 June .Il mondo è un dente strappato Il mondo è sottile e piano:
pochi elefanti vi girano, ottusi.
amelia rosselli poesiaBiglietto Lasciato prima di andar via
Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare è stato tutto un restare qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni 20 June .
testChe ore sono?
Nome che c'è nella tua carta di identità?
Il tuo nomignolo?
Numero di candele che avevi sulla tua ultima torta di compleanno?
Data in cui di solito spegni quelle candele?
Il tuo segno zodiacale?
Il segno zodiacale che preferisci?
(ad es. quello delle persone con le quali vai più d'accordo)
Animali domestici?
Altezza?
Colore degli occhi?
Se ti dovessi tingere i capelli, che colore?
Numero di scarpe?
Occhiali?
Piercing?
Tatuaggi?
Quanto ti piace il tuo lavoro?
Con quale lavoro lo cambieresti?
Luogo di nascita?
Residenza attuale?
Con quante persone vivi?
Cos'è la prima cosa che pensi alla mattina nonappena ti svegli?
Hai gia bevuto un "Sesso contro il muro"?
Ti sei gia ubriacato?
Ti sei già innamorato/a?
Hai già amato qualcuno al punto di piangere?
Hai gia avuto incidenti in macchina?
Ti piace guidare veloce?
In macchina cosa è appeso allo specchietto retrovisore?
Cosa c'è sotto il tuo letto?
E sul tappetino del mouse?
Gioco da tavola preferito?
Odore preferito?
Suono preferito?
Che musica ascolti?
Che libro stai leggendo?
Film preferiti?
Cibi preferiti?
Cioccolato o vaniglia?
Limone o fragola?
Insalata con cipolla o senza?
2 porte o 4 porte?
Sprite o 7up?
Coca Cola o Pepsi?
Lemonsoda o Oransoda?
Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
Caffè normale o con panna?
Coperta o piumone?
L'insalata che più ti piace?
Colore delle calze?
Numero preferito?
Perchè proprio quel numero?
Il posto in cui ti piace essere baciato/a?
Frase di un film?
Festa preferita?
Giorno della settimana?
Canzone preferita attuale?
Programma della televisione?
Preferisci dare o ricevere?
Hai già nuotato nudo/a al mare o in piscina?
Ristorante preferito?
Fiore preferito?
Bevanda alcolica?
Birra?
Sport da vedere in TV?
Gelato?
Animale preferito?
Disney o Warner Bros?
Ristorante o fast-food?
Quando è stata l'ultima volta che sei stato all'ospedale?
Di che colore è il tappeto della tua stanza?
Che nome aveva il tuo pupazzo preferito da bambino?
Quante volte hai fatto l'esame per la patente?
Tempesta: hai più freddo o più paura?
Montagne russe: terrificanti o esaltanti?
Peggiore sensazione al mondo?
Come ti vedi da qui a 10 anni?
L'ultima e-mail che hai ricevuto?
Sei già stato condannato per qualche crimine?
Qual è il negozio che sceglieresti per spendere tutti i soldi?
Cosa fai di solito quando ti senti giù?
Qual è la parola o frase che dici più volte?
L'amico/a che vive più lontano da te?
Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare?
Qual è la "cosa" più bella che esista?
A che ora vai a dormire?
Qual è la persona che meno probabilmente ti risponderà a questo test?
Che ore sono?
Dì una cosa sulla persona che ti ha mandato questo test.
Chi è che ti risponderà più in fretta a questo test? 15 June autogrillLa ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-up, e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità, come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill, mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR... Bella, d' una sua bellezza acerba, bionda senza averne l' aria, quasi triste, come i fiori e l' erba di scarpata ferroviaria, il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere... Basso il sole all' orizzonte colorava la vetrina e stampava lampi e impronte sulla pompa da benzina, lei specchiò alla soda-fountain quel suo viso da bambina ed io.... sentivo un' infelicità vicina... Vergognandomi, ma solo un poco appena, misi un disco nel juke-box per sentirmi quasi in una scena di un film vecchio della Fox, ma per non gettarle in faccia qualche inutile cliché picchiettavo un indù in latta di una scatola di té... Ma nel gioco avrei dovuto dirle: "Senti, senti io ti vorrei parlare...", poi prendendo la sua mano sopra al banco: "Non so come cominciare: non la vedi, non la tocchi oggi la malinconia? Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via." Terminò in un cigolio il mio disco d' atmosfera, si sentì uno sgocciolio in quell' aria al neon e pesa, sovrastò l' acciottolio quella mia frase sospesa, "ed io... ", ma poi arrivò una coppia di sorpresa... E in un attimo, ma come accade spesso, cambiò il volto d' ogni cosa, cancellarono di colpo ogni riflesso le tendine in nylon rosa, mi chiamò la strada bianca, "Quant'è?" chiesi, e la pagai, le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai... Circe e Calypso perse nel brusioBisogni che lo afferri fortemente che, certo, non appartenevo al mare anche se Dei d’Olimpo e umana gente mi spinsero un giorno a navigare e se guardavo l’isola petrosa ulivi e armenti sopra a ogni collina c’era il mio cuore al sommo d’ogni cosa c’era l’anima mia che è contadina; un’isola d’aratro e di frumento senza vele, senza pescatori, il sudore e la terra erano argento il vino e l’olio erano i miei ori. Ma se tu guardi un monte che hai di faccia senti che ti sospinge a un altro monte, un’isola col mare che l’abbraccia ti chiama a un’altra isola di fronte e diedi un volto a quelle chimere le navi costruii di forma ardita, concavi navi dalle vele nere e nel mare cambiò quella mia vita ma il mare cambiò quella mia vita ma il mare trascurato mi travolse: senza futuro era il mio navigare Ma nel futuro trame di passato si uniscono a brandelli di presente, ti esalta l’acqua e al gusto del salato brucia la mente e ad ogni viaggio reinventarsi un mito a ogni incontro ridisegnare il mondo e perdersi nel gusto del proibito sempre più in fondo E andare in giorni bianchi come arsura, soffio di vento e forza delle braccia, mano al timone e sguardo nella pura schiuma che lascia effimera una traccia; andare nella notte che ti avvolge scrutando delle stelle il tremolare in alto l’Orsa è un sogno che ti volge diritta verso il nord della Polare. E andare come spinto dal destino verso una guerra, verso l’avventura e tornare contro ogni vaticino contro gli Dei e contro la paura. E andare verso isole incantate, verso altri amori, verso forze arcane, compagni persi e navi naufragati; per mesi, anni, o soltanto settimane? La memoria confonde e dà l’oblio, chi era Nausicaa, e dove le sirene? Circe e Calypso perse nel brusio di voci che non so legare assieme. Mi sfuggono il timone, vela e remo, la frattura fra inizio ed il finire, l’urlo dell’accecato Poliremo ed il mio navigare per fuggire. E fuggendo si muore e la morte sento vicina quando tutto tace sul mare, e maledico la mia sorte non trovo pace forse perché sono rimasto solo ma allora non tremava la mia mano e i remi mutai in ali al folle volo oltre l’umano. La vita del mare segna false rotte, ingannevole in mare ogni tracciato, solo leggende perse nella notte perenne di chi un giorno mi ha cantato donandomi però un’eterna vita racchiusa in versi, in ritmi, in una rima, dandomi ancora la gioia infinita di entrare in porti sconosciuti prima .[ Don Chisciotte ] Ho letto millanta storie di cavalieri erranti, di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza. Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia, ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia; proprio per questo, Sancho, c'è bisogno soprattutto d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto: vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso l'ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso, e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello, ma un rifiuto non l'accetto, forza sellami il cavallo ! Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante, colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte, com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte... [ Sancho Panza ] Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore, contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore... E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra, cavalier senza paura di una solitaria guerra cominciata per amore di una donna conosciuta dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta, ma credendo di aver visto una vera principessa, lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa. E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere, non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini... E' un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello: io che sono più realista mi accontento di un castello. Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza, quant'è vero che anch'io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza... [ Don Chisciotte ] Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora, solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora: per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri ! L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo, anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo, ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa il nemico si fà d'ombra e s'ingarbuglia la matassa... [ Sancho Panza ] A proposito di questo farsi d'ombra delle cose, l'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese le ha attaccate come fossero un esercito di Mori, ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore ? Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore, credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane il solo metro che possiedo, com'è vero... che ora ho fame ! [ Don Chisciotte ] Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista, ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista, l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna, preferisco le sorprese di quest'anima tiranna che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti, ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti. Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire, ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire... [ Sancho Panza ] Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorante e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente, ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia, riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ? In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre, dove regna il "capitale", oggi più spietatamente, riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero ? [ Don Chisciotte ] Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ? Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà ? [ Insieme ] Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte: siamo i "Grandi della Mancha", Sancho Panza... e Don Chisciotte ! .Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po' ogni giorno e che sono differente. Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già. Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire. Vedi cara, certi giorni sono un anno, certe frasi sono un niente che non serve più sentire. Vedi cara, le stagioni ed i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già. Non capisci quando cerco in una sera un mistero d'atmosfera che è difficile afferrare. Quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare. Quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già. Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora. Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché questo tempo dura ancora. Non cercare in un viso la ragione, in un nome la passione che lontano ora mi fa. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già. Tu sei molto anche non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi. Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi. Io cerco ancora, e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua. Sii contenta della parte che tu hai, ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa. Cerca dentro per capir quello che sento, per sentir che ciò che cerco non è il nuovo, libertà! Vedi cara è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già. Guccini 07 June .Ecclesiaste 3
dallo spettacolo di roh
1Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante .
3Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire. 4Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare. 5Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. 6Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttar via. 7Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. 8Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace. 05 June .Il mio corvo
Un corvo s’è posato sull’albero davanti alla mia finestra.
Non era mica il corvo di Ted Hughes né quello di Galway Kinnell.
Non era neanche quello di Frost, di Pasternak o di Lorca.
Non era uno dei corvi di Omero, sazi di sangue
dopo la battaglia. Era un corvo qualsiasi.
Uno che in vita sua non è mai riuscito a trovare il suo posto
né a far niente che valga la pena di raccontare.
È rimasto appollaiato sul ramo qualche istante.
Poi s’è levato in volo ed è uscito maestosamente
dalla mia vita.
R.Carver
."Quando uno strumento, che fa parte di
una religione o cultura o filosofia, è suonato male, senti che il suono è falso. Mi ha sempre dato fastidio vedere gente che suonava tutto indistintamente: gli strumenti devono essere capiti nel contesto della cultura in cui sono nati. In alcuni paesi esiste proprio la filosofia del "gesto musicale". Si studia per anni, intere famiglie si dedicano alla costruzione di strumenti, fino all'acquisizione di uno stato mentale. Il musicista è rispettato e lo strumento è amato: suonare male uno strumento tipicamente "religioso", è come bestemmiare." Il libro di André Schaeffner, sull'origine degli strumenti musicali, è certamente uno dei testi più recenti, ricco di notevoli informazioni, ma una citazione colpisce in particolar modo, è quella di Claude Debussy che agli inizi del 1913 scriveva:
.La lira è uno strumento musicale a corde, con due braccia unite da una traversa, a formare una specie di giogo. Le corde sono tese dalla tavola anteriore alla traversa. Esistono lire con cassa di risonanza: il corpo e la tavola formano un contenitore vuoto. Nelle lire più antiche, la cassa poteva essere costituita da un guscio di tartaruga. La lira sumerica aveva le braccia asimmetriche.
La mitologia greca indica in Ermes l'inventore della lira. Un giorno trovo all'interno della grotta una tartaruga. La uccise e la aprì, fisso al guscio due canne e nella parte superiore fece un aggancio. Vi tese quindi sette corde fatte di budello di pecora. Costruì così la prima lira. La cetra o citara è uno strumento musicale appartenente alla famiglia dei cordofoni. Lo strumento era inizialmente costruito come la lira ma con una cassa armonica di dimensioni maggiori, in legno. Con queste caratteristiche la cetra ebbe una notevole diffusione sin dall'antica Grecia dov'era suonata da citaredi professionisti, il suo uso inoltre prese corpo anche a Roma. Nel corso dei secoli la sua struttura venne ulteriormente modificata, fino ad intendere per cetra uno strumento dalla cassa di risonanza piatta le cui doppie corde metalliche venivano pizzicate, dotato di un lungo manico e dalla struttura paragonabile a quella di una pera. Questo modello di cetra venne utilizzato soprattutto dal XVI secolo fino al XVIII. L'arpa è uno strumento musicale cordofono a pizzico, dotato di 47 corde tese tra la cassa di risonanza e una mensola, con un'estensione di 6 ottave e mezza e intonato in do bemolle maggiore. I suoni estranei a questa tonalità si possono ottenere agendo su 7 pedali a doppia tacca; ogni corda è in grado di produrre tre note diverse ed è possibile costruire una scala cromatica. L'arpa è costituita complessivamente da 1.415 pezzi differenti che sono necessari alla sua fabbricazione. L'arpa ha un'origine antichissima: deriva dal cosiddetto arco musicale. I primi ad avere in uso l'arpa furono gli Egiziani circa nel 3000 a.C.. Se ne conserva un esemplare che è stato datato circa al 2700 a. C. ritrovato a Ur (nell'odierno Iraq) da sir Leonard Woolley. L'arpa di cui parliamo era curvilinea e viene ancora costruita in Africa. Presso gli Egiziani e gli Assiri venivano costruite arpe di varia foggia ed aventi un numero tra loro differente di corde (sembra che se ne avessero fino a 22). Questo strumento ha subito notevoli modifiche nell'arco dei secoli e, a partire dal 1607, dopo che Monteverdi la utilizzò nell'Orfeo, fu accolta nell'orchestra. Con l'aggiunta di varie modifiche tecniche l'arpa conquistò secoli e paesi. In Francia la scuola d'arpa fu particolarmente brillante nella seconda metà del XVIII secolo ove furono fabbricate arpe decorate in modo sfarzoso, alcune delle quali sono ancora conservate presso il Museo del Conservatorio di Parigi. L'arpa è' simbolo di tranquillità, animo eletto e allegria. E' anche simbolo di Santa Cecilia, patrona della musica. E' molto rara negli stemmi. Uno dei primi signori dell'Irlanda, David, scelse come propria arma l'arpa, strumento preferito dal re Davide di cui portava il nome: da allora l'arpa è diventato il simbolo dell'Irlanda. 03 June .
Salmi - Capitolo 137 Canto dell'esiliato[1]Sui fiumi di Babilonia, [4]Come cantare i canti del Signore [7]Ricordati, Signore, dei figli di Edom, |
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