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    30 June

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    Stamattina ho aperto gli occhi e c’era la neve
    Neve sui secchi abeti dell’ospedale
    E ho pensato: beh anche loro invecchiano
    Anche loro provano il morso di questo inverno
    Come me, albero disseccato disteso in un letto
    Con la flebo in un ramo e una chioma incolta di foglie
    E non importa, alberi miei, se voi avrete la primavera
    E io forse no. Vi auguro sole e scoiattoli
    E vi ringrazio perché avete voluto assomigliarmi

    Fred stanotte è venuto a tenermi compagnia
    Mi leggeva Melville e le sue poesie di guerra
    Poesia e diarrea mi accompagnano spesso la notte
    E ho imparato che nessuna può niente contro l’altra
    Se la poesia mi incanta, la diarrea grida: basta
    E chiede giustamente un attimo di attenzione
    Ma all’uscita del bagno la poesia aspetta
    E dice: ora ascolta anche la tua anima

    Ho letto un fascicolo di Wildlife sugli orsi
    Di come è dura la loro vita, al polo
    Bianchi e terribili ma anche loro si ammalano
    E muoiono e spesso non hanno da mangiare
    E mi sono sentito come un vecchio orso
    Sperduto nel polo di questi bianchi corridoi
    E se un giorno arriverò a vedere il disgelo
    Mi metterò in cammino verso nord
    Andrò a pescare col mio amico Fred l’orso bruno

    Da due mesi sto in ospedale, non so se ne uscirò
    Ma forse quando uscirò non ci sarà più la neve
    Saluterò gli alberi e dirò: tenete duro ragazzi
    Anch’io tengo duro e Fred, e gli orsi
    Lontano da qui, dove non arriva la metropolitana
    E il vento gelido urla e non c’è riparo
    Un po’ come andar contro ai dati delle analisi
    Ma l’orso si alza scrolla la neve e riparte
    Verso qualche miraggio o tana o nuova avventura

    Perché vedete, se la vita diventa più corta
    C’entra più vita dentro, ed è come se un ramo
    Si riempisse di linfa, o un torrente si gonfiasse d’acqua
    Non puoi dirgli che l’inverno incombe o il mare è vicino
    Scorrerà forte, in un incredibile infanzia
    Così siamo per metà decrepiti e per metà bambini
    E un po’ poesia e un po’ diarrea
    Un po’ vecchi alberi, e orsi, e numeri in una corsia
    In un punto del Polo nord chiamato Montreal

    E a te, proprio a te che affretti il passo
    Davanti alla bianca scogliera dell’ospedale
    Quasi temessi l’onda o il vento della malattia
    Vorrei dirti: fermati, non aver paura
    Bevi un caffè alla mia salute, compra un rivista di orsi
    E non preoccuparti della piccole vendette e dei privilegi
    Un giorno sarai davanti al bianco della tua anima
    Davanti al ghiaccio e alla solitudine
    Sii pronto a ridere, almeno una volta.
     
    Stefano Benni

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    C'era un uomo che non riusciva mai a terminare le cose che iniziava. Capì che non poteva andare avanti così. Perciò una mattina si alzò e disse: "Ho preso una decisione: d'ora in poi tutto quello che inizie..."

    Benni]

    Le apparenze sono l'unico modo di vedere l'invisibile.
     
    Anassagora
     

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    « It is the very error of the moon
    She comes more near the earth than she was wont
    And makes men mad »
    (William Shakespeare, Otello atto 5, scena 2, v. 109-11)
    28 June

    "Il silenzio è un bisogno sopravvalutato"
     
    Cristina
    (Grey's anatomy)
     
    25 June

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    placeboswallowing ( circuito riflessivo bizzarro)
    23 June

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    « Il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il sano e il folle, il comico e il serio... perfino l'amore e l'odio, sono tutti temi che oggi la scienza evita. Ma tra pochi anni, quando la spaccatura fra i problemi della mente e i problemi della natura cesserà di essere un fattore determinante di ciò su cui è impossibile riflettere, essi diventeranno accessibili al pensiero formale. »

     

    (Gregory Bateson.
    Dove gli angeli esitano)
    20 June

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    "... e non mi resta / che allacciare un paio d'ali alla mia testa... "

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    «La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto.»
    G. GALILEI, Il Saggiatore, 1623
    18 June

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    ho le farfalle nello stomaco ho le farfalle nello stomaco ho le farfalle nello stomaco ho le farfalle nello stomaco ho le farfalle nello stomaco ho le farfalle nello stomaco ho le farfalle nello stomaco ho le farfalle nello stomaco ho le farfalle nello stomaco perchè il mattino ha l'oro in bocca.
     
    17 June

    pan di zucchero
     
    Cocoa_by_DutchMilkmaid

     
    FesTivAlb4r 07
    14 June

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    No one would remember the Good Samaritan if he'd only had good intentions - he had money, too.
    Margaret Thatcher

    10 June

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    La Ignoratio elenchi (conosciuta anche come conclusione irrilevante) è quel particolare tipo di fallacia che consiste nel presentare un argomento di per sé valido, ma fuori tema (cioè a supporto di qualcosa di diverso da ciò che originariamente si cercava di dimostrare). L'espressione "Ignoratio elenchi" può essere approssimativamente tradotta con "ignoranza della questione"; "elenchi" viene dal greco έλεγχος.Quando questa fallacia logica viene utilizzata nel tentativo intenzionale di confondere o distrarre l'interlocutore, si è soliti chiamarla "red herring" ("aringa rossa", dall'usanza di affumicare le aringhe per fuorviare i cani attratti dall'odore), in quanto l'odore penetrante delle aringhe è capace di distrarre l'interlocutore e condurlo su una falsa pista.
     
     
    "Le tautologie sono infinite"        (Varzi,Pasquinelli,Miano 2007)
    07 June

    dust caught (tristezza)
    04 June

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    AMLETO: Essere o non essere: questo è il problema; se sia più nobile soffrire nell'animo le frombole e i dardi dell'oltraggiosa Fortuna, o prender armi contro un mare di guai, e contrastandoli por fine ad essi. Morire, dormire... nient'altro; e con un sonno dire che noi poniam fine al  dolore del cuore, e alle mille offese naturali, che son retaggio della carne; è un epilogo da desiderarsi devotamente, morire e dormire!Dormire, forse sognare, sì, lì è l'intoppo; perché in quel sonno della morte quali sogni possan venire, quando noi ci siamo sbarazzati di questo terreno imbroglio, deve farci riflettere; questa è la considerazione che dà alla sventura una sì lunga vita; perché chi sopporterebbe le sferzate e gl'insulti del mondo, l'ingiustizia dell'oppressore, la contumelia dell'uomo orgoglioso, gli spasimi dell'amore disprezzato, l'indugio delle leggi, l'insolenza di chi è investito d'una carica, e gli scherni che il paziente merito riceve dagli indegni, quando egli stesso potrebbe fare la sua quietanza con un semplice pugnale? chi vorrebbe portar fardelli, gemendo e sudando sotto una gravosa vita, se non che il timore di qualche cosa dopo la morte, il paese non ancora scoperto dal cui confine nessun viaggiatore ritorna, confonde la volontà e ci fa piuttosto sopportare i mali che abbiamo, che non volare verso altri che non conosciamo? Così la coscienza ci fa tutti vili, e così la tinta nativa della risoluzione è resa malsana dalla pallida cera del pensiero, e imprese di grande altezza e importanza per questo scrupolo deviano le loro correnti e perdono il nome d'azione...
    03 June

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     Per molte notti restava affacciata alla finestra a guardare verso l'alto, attraverso l'acqua scura, dove i pesci muovevano le pinne e la coda. Poteva vedere la luna e le stelle, in realtà brillavano debolmente, ma attraverso l'acqua sembravano molto più grandi che ai nostri occhi; se qualcosa le oscurava, come un'ombra nera, lei sapeva che forse una balena nuotava sopra di lei, o forse era una nave con tanti uomini. Questi non immaginavano certo che una graziosa sirenetta si potesse trovare sotto di loro tendendo verso la carena della nave le sue bianche braccia.
     
    "La Sirenetta"
    Hans Christian Andersen
     
    alla fine la sirenetta muore
    02 June

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    tesina di statistica 
     
     
    "Dati! Dati! Dati!" gridò impazientemente. "Non posso fare mattoni senza argilla."           
    Sherlock Holmes