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    27 August

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    Tutta la notte ho dormito con te
    vicino al mare, nell'isola.
    Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
    tra il fuoco e l'acqua.
    Forse assai tardi
    i nostri sogni si unirono,
    nell'alto o nel profondo,
    in alto come i rami che muove uno stesso vento,
    in basso come rosse radici che si toccano.
    Forse il tuo sogno
    si separò dal mio
    e per il mare oscuro
    mi cercava,
    come prima,
    quando ancora non esistevi,
    quando senza scorgerti
    navigai al tuo fianco
    e i tuoi occhi cercavano
    ciò che ora
    - pane, vino, amore e collera -
    ti do a mani piene,
    perché tu sei la coppa
    che attendeva i doni della mia vita.
    Ho dormito con te
    tutta la notte, mentre
    l'oscura terra gira
    con vivi e con morti,
    e svegliandomi d'improvviso
    in mezzo all'ombra
    il mio braccio circondava la tua cintura.
    Ne la notte ne il sonno
    poterono separarci.
    Ho dormito con te
    e svegliandomi la tua bocca
    uscita dal sonno
    mi diede il sapore di terra,
    d'acqua marina, di alghe,
    del fondo della vita,
    e ricevetti il tuo bacio
    bagnato dall'aurora,
    come se mi giungesse
    dal mare che ci circonda.

     

    Neruda

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    La sposa infedele

    E io me la portai al fiume credendo che fosse ragazza,
    invece aveva marito.
    Fu la notte di S. Giacomo
    e quasi per compromesso
    Si spensero i lampioni
    E si accesero i grilli.
    Dopo l’ultima curva
    toccai i suoi seni addormentati,
    e mi si aprirono subito
    come rami di giacinti.
    L’amido della sua sottana
    mi suonava nell’orecchio,
    come una pezza di seta
    lacerata da dieci coltelli.
    Senza luce d’argento sulle loro cime
    sono cresciuti gli alberi,
    e un orizzonte di cani
    latra molto lontano dal fiume.
    Passati i rovi,
    i giunchi e gli spini,
    sotto la chioma dei suoi capelli
    feci una buca nella sabbia.
    Io mi levai la cravatta.
    Lei si levò il vestito.
    Io il cinturone con la pistola.
    Lei i suoi quattro corpetti.
    Né tuberose né chiocciole
    hanno la pelle tanto sottile,
    né cristalli sotto la luna
    risplendono con questa luce.
    Le sue cosce mi sfuggivano
    come pesci sorpresi,
    metà piene di fuoco,
    metà piene di freddo.
    Quella notte percorsi
    il migliore dei cammini,
    sopra una puledra di madreperla
    senza briglie e senza staffe.
    Non voglio dire, da uomo,
    le cose che lei mi disse.
    La luce della ragione
    mi fa essere molto discreto.
    Sporca di baci e sabbia,
    io la portai via dal fiume.
    Con l’aria si battevano
    le spade dei gigli.
    Mi comportai da quello che sono.
    Come un gitano autentico.
    Le regalai un tavolino da lavoro
    grande di raso paglierino,
    e non volli innamorarmi
    perchè avendo marito
    mi disse che era ragazza
    quando la portavo al fiume.

    Lorca

    15 August

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