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29 September .Gorgia propone tre possibilità e sono molto importanti perché Gorgia con molta chiarezza per la prima volta fa una specie di storia del pensiero antico. L'Elogio di Elena comincia così: i casi sono questi o tutto deriva dagli dei? E se tutto deriva dagli dei, Elena poveretta che colpa ne ha? Cioè gli dei hanno detto loro quello che vogliono, gli dei hanno in mano il tutto e quindi tutto è dovuto agli dei.
Ammettiamo che invece degli dei ci sia la necessità, la ragion d'essere del tutto, quello che noi chiamiamo la metafisica, un ordine dove tutto è scandito necessariamente. Se fosse vero che tutta la struttura della realtà è impacchettata in modo che ogni momento sia in risposta all'altro, necessariamente - come in un grande teorema di matematica, in un tutt'uno ordinato - allora dovremmo dire: "Povera Elena è nata in quel punto lì, nell'ordine del tutto, e rispecchia la necessità del tutto". Quindi Elena, anche in questo caso non avrebbe nessuna colpa.
Terzo punto, importantissimo: ammettiamo - dice lui - che invece Elena sia stata sedotta da Paride Alessandro, e sedotta proprio nel vero senso della parola sedutum: "portata a sé" da Paride. Mediante che cosa? Mediante la parola.
"Se invece fu la parola a persuadere e ingannare la mente, neppure sotto questo rispetto è difficile scusarla e scioglierla dall'accusa. Nel modo seguente la parola è un potente signore che, pur dotato di corpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine . Essa può far cessare il timore, togliere il dolore, dare una gioia, accrescere la compassione. Chi la ascolta è invaso da un brivido, dal terrore, da una compassione che strappa le lacrime e da una struggente brama di dolore Il fascino divino che suscita la parola è anche generatore di piacere e può liberare dal dolore. La forza dell'incantesimo, accompagnandosi all'opinione dell'anima, la seduce, persuade e trasforma per mezzo del suo incanto." 27 September .PARIGI - «Immaginate la pace e l’amore per me, per voi e il mondo». Con queste parole Yoko Ono ha introdotto, lunedì sera a Parigi, la performance Cut Piece , 39 anni dopo la prima volta a Kyoto. Un evento per un pubblico selezionato, salito sul palco del Teatro Ranelagh a ritagliare brandelli del vestito nero dell’artista 70enne rimasta seduta e immobile per quasi due ore. Alla fine, Yoko Ono era seminuda, nel nome dell’amore e della pace, temi della sua mostra «Women’s Room» che si chiude il 28 al Museo d’arte moderna.
Perché ripetere la performance 39 anni dopo? «La prima volta la feci a Kyoto nel 1964, poi a Tokio, quindi a New York nel 1965 e a Londra nel ’66. Allora ero giovane e arrabbiata e sconvolta. Ora invece l’ho fatto per amore, per spingere la gente a parlarsi, ad aprirsi e avere fiducia». Almeno trecento persone le sono sfilate accanto. Qualcuno l’ha baciata, altri le hanno sussurrato pensieri nell’orecchio o lasciato regali, tutti hanno tagliato un pezzo di vestito. Come si sentiva? «Devo ammettere che all’inizio avevo un po’ paura, ma l’ho fatto con amore e questo mi ha resa tranquilla. Alla fine ero contenta». Cosa rappresenta la sua performance? «Sono seduta sul palco, vestita di nero. Invito chiunque voglia a salire su e tagliare un pezzo del mio vestito per spedirlo a chi ama. Quel pezzo di stoffa rappresenta una parte di me, attraverso la performance mi offro totalmente, fino a rimanere nuda». Le hanno mai rispedito un brandello? «No - sorride -. L’importante è inviarlo a qualcuno che si ama, è un messaggio di pace». http://it.youtube.com/watch?v=qqXSjFB08C8 ---> bellissimo
."Cosa succede alle persone cosidette normali quando incontrano di colpo un matto che urla o le investe di un delirio incomprensibile? Quando vedono qualcuno crollato a terra, o inchiodato da uno spasmo sui gradini di una chiesa? Dopo l'incontro restano immobili, con un'espressione di disagio, di paura o di stordimento. Ma il loro volto è cambiato, è come se fossero state fotografate da una luce accecante, scuotono la testa, parlano da sole, per un attimo anche la loro normalità sembra incrinata. Cos'hanno visto nel lampo di quella luce, quale paesaggio, quale specchio, quale verità insostenibile che dimenticheranno subito dopo, ma la cui immagine resterà per sempre, in qualche recesso buio del loro cuore, nella biblioteca in fiamme della loro vita? "
S.Benni ."Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be', almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be', io invece lo capisco."
Fëdor Dostoevskij Memorie dal sottosuolo ." (...) nemmeno il Cristo sa ciò che lui sa,
nemmeno Dio, la Madonna, con quel petto squarciato che non sanguina che gli si può mettere dentro la mano e rigirarla, governare, fargli male tanto non sente, non sente. " Christian Sinicco
"Il sonno della ragione genera mostri"
di Francisco Goya 14 September .back from Portugal \ Spain
«Non fate le cose in maniera confusa,
non fate nulla in modo approssimativo,
senza persuasione, senza provare gusto per quello
che state facendo.
Ricordate che nell'approssimazione
si può perdere la propria vita.»
Pavel Florenski 04 September ."Per tutto l'inverno studiò i tulipani, approfondì la struttura delle foglie, sperimentò nuove miscele, pianse il suo amore, sezionò bulbi, esaminò gli stami e i pistilli, disegnò con cura maniacale le screziature dei petali , guardò i tramonti pallidi del nord, incontrò una prostituta nella taverna Dobire, iniziò un lavoro di catalogazione di tutti i tulipani conosciuti, stabilì nuove corrispondenze in Francia, in Toscana, in Turchia per avere tutta la conoscenza possibile su questi fiori orientali e lontani, si ubriacò di birra e malinconia, ordinò i colori più belli, le polveri più rare, ma non fece l'amore con la prostituta, solo piacere fisico, l'anima restò a secco, disegnò molti acquarelli, riprodusse il tulipano da tutti i punti di vista, come un progetto perfetto della Natura, scoprì l'origine dei tulipani selvatici, nati nelle valli tra l'India e la Cina, portati a costantinopoli dall'espansione dell'impero Ottomano, perchè si fa l'amore solo quando si ama, tutto il resto è solo piacere che è il parente povero della felicità, diventò amico del botanico più famoso dei Paesi Bassi, Jan Grouw, e con lui approfondì lo studio delle stagioni, della semina, degli effetti delle maree, l'impossibilità di prevedere le variabili della natura e dunque l'insondabilità del destino"
L.Marini
"Forse l'amore è semplicemente una riflessione su cosa ci piacerebbe lasciare di noi in eredità, il rispetto per i propri desideri, la passione per il momento presente, la fiducia in una storia infinita che ci riguarda solo in parte, ignari di ciò che avverrà "
A.Z. .“In un certo senso l’amore è uno stato di passività (per questo si parla di passione) dove, per il tempo che siamo innamorati, non affermiamo la nostra identità, ma comodamente, la riceviamo dal riconoscimento dell’altro.” Umberto Galimberti .In partenza !!! ( 5-14 settembre) .Girl this shit is serious you got me lost and delirious. Shantell Griffin . Vieni sopra al mio cuore, anima sorda e crudele,
Tigre adorata, mostro dalle arie indolenti; Le mie dita che tremano io voglio lungamente Affondare nel gorgo dei tuoi folti capelli; Voglio nella tua gonna, intrisa del tuo odore, Seppellire la testa che mi duole E respirare come un fiore fradicio Del mio amore defunto il dolce afrore. Voglio dormire! Meglio che vivere è dormire! In un sonno che è dolce come è dolce la morte, Senza rimorso spargerò i miei baci Sul tuo corpo lucente come il rame. Nulla più che l'abisso del tuo letto Per sciogliere i singhiozzi nella quiete; L'oblio profondo sta sulla tua bocca e solo nei tuoi baci scorre il Lete. E al destino, che è ormai la mia delizia, Obbedirò come un predestinato, Come un martire docile, un puro condannato Che attizza col fervore il suo supplizio, E succhierò, per spegnere il rancore, Il nepente e la provvida cicuta Sulle punte incantevoli di quel tuo seno eretto Che non ha mai saputo imprigionare un cuore. CHARLES BAUDELAIRE |
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